A di CUAMBA

A di CUAMBA di Matteo Gebbia

Matteo Gebbia Maldafrica Discovery Agosto 2016
Partiamo per la stazione la mattina prestissimo, è ancora buio. Silenziosi, con gli zaini in spalla attraversiamo le vie polverose di Cuamba, in Mozambico. Sappiamo che sarà un viaggio lungo, intorno alle dieci ore. Da ovest e est del paese, destinazione Nampula. Arrivati là però non avremo finito il viaggio: dovremo trovare un modo per arrivare a Ilha de Mozambique, sulla costa; primo assaggio di Oceano Indiano da quando siamo giunti nel continente nero.
La fila alla stazione è già di un centinaio di metri. Ci mettiamo in coda titubanti ma presto saliamo sul treno. Siamo carichi, entusiasti. Sarà una giornata lunga ma ci aspetta la parte più avventurosa del viaggio.
 Ci mettiamo comodi, attendiamo la partenza. Il vagone si riempie, sembra tutto pronto ma passa un’ora e siamo ancora fermi. Mezz’ora dopo finalmente partiamo, lentamente, molto lentamente. Direi a passo d’uomo zoppo.
Ci fermiamo per un’altra mezz’ora. Il sole si alza pian piano, ma il nostro treno è molto più lento. «Dovremmo essere partiti da due ore e avremo fatto sì e no 20 chilometri!» dice qualcuno.
Poi il treno riparte, quasi impercettibilmente. Si ferma ancora e riparte di nuovo. Così cinque, forse dieci, infinite volte. Il paesaggio che scorre fuori dai finestrini è monotono, un susseguirsi di terra, sassi e cespugli, spezzato solo da qualche sporadico villaggio, con splendide montagne a punta sullo sfondo.
  

Il vero spettacolo…

Il vero spettacolo avviene quando il treno si ferma e centinaia, migliaia di persone compaiono e brulicano come formiche intorno ai binari. Bambini, donne, uomini, qualche animale. Accorrono dai villaggi per vendere tapioca, carote, banane e chissà quali altri frutti della loro povera terra, oppure solo per ammirare quel lungo treno carico, unico straniero di passaggio e diretto chissà dove. L’arrivo del treno è una festa, un avvenimento al quale tutti vogliono assistere e partecipare. Salutano, chiamano, urlano, cercano di vendere qualcosa per pochi spicci. Una sosta veloce e via, tutto si placa e torna deserto.
Le soste sono frequenti, ma non abbastanza lunghe da permetterci di scendere e fare qualche foto alla folla impazzita. Qualcuno compra delle carote al volo, la fame inizia a farsi sentire. Nemmeno il tempo di cercare una bottiglia d’acqua che si risale in tutta fretta sul treno. Si sa mai che si faccia ritardo!

foto di ©Matteo Gebbia

Passano ancora una, poi due ore…

Passano ancora una, poi due ore. Il sole è alto e il tempo scorre lentissimo. Altre soste, perdiamo il conto. Nel vagone si ascolta musica, si gioca, si dorme. Vani tentativi di far passare le ore più velocemente. Ogni tanto ci chiediamo quanto potrà mancare, ma nessuno risponde, probabilmente manca parecchio.
Siamo partiti da almeno otto ore quando Enrico, seduto accanto a me, mi chiede «Riesci a vedere a che punto siamo su Google Maps?» «Certo» rispondo, anche se fino ad allora non avevo ancora avuto il coraggio di guardare. «Ho paura però che manchi ancora un nel po’. Avremo almeno 3 o 4 ore di ritardo». Accendo il telefono e apro Google Maps, dove avevo scaricato la mappa la sera prima. Il punto è troppo indietro, penso che forse è rimasto fermo da ieri sera, provo a zoomare un po’. Guardo fuori, poi cerco di capire se il GPS non funziona, provo ad attendere un altro po’, riavvio un paio di volte, ma mi rendo conto che purtroppo funziona benissimo. La mia espressione si fa seria e qualcuno ride leggendo l’incredulità sul mio volto: «Ragazzi….Siamo ancora alla A di Cuamba
Scheda viaggio: MALDAFRICA DISCOVERY

Francesca Braghetta

I grew up in Italy between Liguria and Sardinia, by sea, but I lived in London for three years where I was a Fine Art student at Central Saint Martins – College of Art and Design. When I returned to Rome I graduated in Comics and Illustration for children, and worked as a graphic designer and freelance photographer for few years. I love outdoor sports: snowboard is my favourite. I like writing and taking photographs, and in 2013 I started this travel blog. I have always been a curiosus person and I love travelling: I have visited 22 countries so far! I speak 3 languages fluently and I’m currently studying Chinese: 大家好!我叫晨光。I use a good old Canon 5D…

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