BALI, DOVE IL FUNERALE E’ UNA FESTA

Come spesso accade viaggiando da A a B, lungo il percorso possono capitare i più fortuiti incontri e inaspettate esperienze…

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Sulla strada per le famose risaie di Jatiluih, al centro dell’isola di Bali, presso un villaggio sconosciuto, trovo la strada bloccata per permettere agli abitanti di celebrare un funerale (Ngaben) in pompa magna: oggi si commemora un defunto speciale, il capo di una grande famiglia, mi spiegano. A Bali alle volte, nell’attesa di organizzare un sontuoso funerale, il corpo del defunto viene temporaneamente tumulato finché la famiglia non potrà permettersi una degna e sfarzosa cerimonia. Una di quelle che – appunto – fa fermare anche il traffico.

Mi fermo ad assistere rapita. Sono tutti molto gentili e mi lasciano partecipare e fare le foto al corteo, alcuni si scansano per farmi vedere meglio, con orgoglio. Altri mi invitano a fotografarli.

funeral.06La bara è semplice e posta in cima ad un “carro” alto circa 4 mt., è decorato con stoffe e ombrellini raso bianco e giallo che rappresentano rispettivamente la purezza e buon auspicio. La torre è un’ampia struttura quadrangolare in bambù e legno che viene portata a spalla da una ventina di uomini robusti.

A differenza del giorno di preghiera, quando sia uomini che le donne vestono di bianco, in questa occasione tutti indossano un sarong scuro allacciato alla vita con una fascia di raso: il kain che significa “rettangolo di stoffa”. Sopra si indossa una maglietta anch’essa scura o una camicia dai disegni geometrici tipici dell’Indonesia. A colpo d’occhio colpisce l’assenza di colori sgargianti, insolito per i balinesi. Io con i soliti pantaloni di China-thlon e le immancabili Crocs, un pò mi vergogno.

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Alla testa del corteo ci sono i suonatori di tamburi e di gamelan, il cui suono metallico si fa sempre più ossessivo e la cui cantilena ipnotica confonde le parole del cerimoniere. funeral.10A sfidare il corteo, uno strano personaggio: un uomo scalzo, a torso nudo che indossa un sarong bianco e giallo, impugna un babi guling avvolto in un drappo arancione, e avanza e indietreggia minaccioso verso il corteo in una pantomima tra il comico e il minaccioso.

Seguono le donne con le effigi sacre e un sacerdote. Il corteo procede di corsa, poi rallenta, poi girava su se stesso come una trottola e poi ancora spostandosi velocemente da un lato all’altro della strada procedendo a zig-zag come se impazzito. Mi hanno spiegato che questo modo ondeggiante e incerto del cadavere simboleggia il vagare incerto della sua anima prima di trovare la sua nuova strada.

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Le donne che seguono il feretro si muovono con passo dolce portando in testa una composizione floreale e cestini di riso. Il loro viso è sereno e sorridente, la tristezza non appare in alcuno dei partecipanti, nessuno piangeva e tutti camminavano con ritmo rapido e saltellante. Oggi è festa! Si celebra la “rinascita” di un’anima, non la sua fine ma un passaggio da una vita in quella successiva, secondo il rituale delle reincarnazioni Hindu.

funeral.03Il corteo giunge su un piazzale lungo la strada dominato da una struttura, appositamente costruita per la cremazione, addobbata con ghirlande di fiori e drappi dorati. Questo “gazebo” chiamato bale-balean, è una piattaforma che simboleggia lo spazio fra il cielo e la terra ed è decorata con la testa di un toro in cartapesta. Sacerdoti vi salgono per spruzzare profumi sulla salma e benedire il defunto. Gli astanti depongono a turno banconote di piccolo taglio e offerte che devono servire al defunto per pagare il pedaggio a Yama, dio degli inferi.

Giunto il momento della cremazione, un sacerdote darà fuoco alla pira con un accendino ma a questo punto ho preferito riprendere il mio viaggio e lasciare il corteo con discrezione. Seguirà poi l’aspersione delle ceneri in mare o in un fiume che si ricongiunge ad esso, come vuole la tradizione Hindu che crede che questa immersione possa far salire l’anima al cielo.

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Così, come spesso accade viaggiando verso una meta prestabilita, lungo il percorso possono capitare i più fortuiti incontri e inaspettate esperienze. Il bello dei viaggi da A a B è saper cogliere proprio quello che accade nel mezzo, lungo il tragitto. Saper apprezzare quegli insoliti detour, coglierli senza fretta e goderne appieno.

tutte le foto: L’ALTRA BALI

info viaggio: BALI LOMBOK

Francesca Braghetta

I grew up in Italy between Liguria and Sardinia, by sea, but I lived in London for three years where I was a Fine Art student at Central Saint Martins - College of Art and Design. When I returned to Rome I graduated in Comics and Illustration for children, and worked as a graphic designer and freelance photographer for few years. I love outdoor sports: snowboard is my favourite. I like writing and taking photographs, and in 2013 I started this travel blog. I have always been a curiosus person and I love travelling: I have visited 22 countries so far! I speak 3 languages fluently and I'm currently studying Chinese: 大家好!我叫晨光。I use a good old Canon 5D...

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