COLLEZIONISTI IN VIAGGIO

Perché gli uomini hanno la tendenza ad accumulare oggetti? Me lo chiedo ogni volta che tornando da un viaggio il bagaglio pesa di più che alla partenza…

Susan Pearce, professoressa di Studi Museali all’Università di Leicester (UK) e autrice di numerosi libri sul collezionismo quale importante fenomeno sociale e individuale, afferma che “La gente tende a collezionare cose del passato che rivestono una certa importanza: oggetti della propria storia o di quella di un’altra persona. La ricostruzione del passato (ad esempio sapere da dove veniamo e a dove apparteniamo) è infatti una parte fondamentale della formazione dell’identità (…). Oppure si dedicano al collezionismo per strutturare il loro modo di presentarsi al mondo o la loro casa” e ancora che, dal punto di vista antropologico dello sviluppo umano, l’uomo tende a collezionare oggetti in risposta all’istinto di cacciatore-raccoglitore: “(…) mettersi sulle tracce di un oggetto, scovarlo e acquistarlo per pochi soldi è parte del divertimento. In tutto questo c’è un forte istinto di caccia.”

Vi sono vari tipi di collezionisti: il nostalgico, che colleziona oggetti del passato, lo studioso, che apprezza il materiale raro, il fan-feticista, che paga milioni di dollari il vestito di una diva, e l’ossessivo-compulsivo che colleziona per sentirsi appagato.

Alcune forme di collezionismo – come anche lo shopping sfrenato – diventano ossessive compulsive. La dottoressa Francisca Lòpez Torrecillas, psicologa esperta di dipendenze del Dipartimento per la valutazione e la terapia dei disturbi della personalità dell’università di Granada, ne è convinta sulla base della sua esperienza in clinica, accusando le campagne di marketing a volte così martellanti da spingere all’acquisto e all’accumulo.

Ma lo shopping in viaggio ha una valenza diversa: è il desiderio di portarsi dietro un ricordo, un pezzo di mondo. L’oggetto crea un ponte spazio-temporale tra la propria casa e il paese da dove proviene. Poiché sono una bulimica-compulsiva dell’etnico e viaggio molto, da casa mia partono più ponti che alle Key Islands!

Ho dunque elaborato un personalissimo teorema secondo cui “lo spazio libero su superfici orizzontali – ma anche su quelle verticali – di una casa è inversamente proporzionale al numero di viaggi che si compie”. Ossia a dire: più viaggi fai, più ti imbatti in luoghi e situazioni incredibili che ti viene voglia di comprare di tutto per ricordarteli …e di conseguenza diminuisce lo spazio abitativo in casa! Così quando mi hanno fatto notare che la mia caotica dimora sembra il “bazar di una cartomante, mi sono convinta a incanalare questa atavica propensione alla caccia-collezione, facendo foto anziché acquisti. Scegliendo le cose che mi colpiscono senza necessariamente caricarle in valigia, collezionando con gli occhi e non con il portafogli. E l’hard disk da 500GB è diventato una “mensola” colossale!

Eppure, una vezzosa collezione l’ho voluta mantenere… Lusingando il mio istinto di raccoglitrice-girovaga ma anche sfamando il desiderio di cacciatrice-viaggiatrice, colleziono copie de IL PICCOLO PRINCIPE di Antoine de Saint-Exupéry, libro per bambini grandi e piccoli adulti in tutte le lingue. La risposta occidentale all’I-ching, il Libro dei Mutamenti o delle risposte. Un libro tradotto in più di 220 nel mondo, dunque con un’altissima probabilità di trovarne edizioni locali durante il mio peregrinare per il mondo pur restando un articolo che richiede una ricerca mirata e specifica: provate voi a trovare una libreria in un souk arabo o tra i vicoli di Katmandu…o a spiegare a gesti e disegni ad un birmano che cerca di vendervi una collanina che invece voi volete comprare un libro!

Ultimamente ho affinato la mia tecnica e salvo una foto della copertina del libro (uguale in tutte le edizioni del mondo) sul mio SMARTPHONE e la mostro disperata ai passanti e negozianti, come avessi perso un cane o un familiare. Forse è per questo che trovo sempre reazioni di grande compassione e solidarietà. Spesso le persone mi fanno cenni con la testa e mi accompagnano in giro per rigattieri di libri usati e polverosi o in cartolerie e negozi di articoli per bambini a cercare insieme questo libricino. Nell’inseguire un libro esploro quartieri anonimi ma veri, luoghi che non avrei mai visitato e avvicino persone che sanno di libri di cultura. Chiedo e ascolto, “mi perdo” nei luoghi esplorando le città oltre gli itinerari turistici, i musei, gli antichi palazzi, ed i negozi di souvenir…

Alcuni amici-viaggiatori a conoscenza della mia collezione vorrebbero comprarmene copie durante i LORO viaggi, ma questo toglierebbe tutto il gusto della mia ricerca e declino costantemente le loro offerte. Così come acquistarne on-line su Amazon-libri: sarebbe come ordinare per posta tutte le figurine di un Album Calciatori alla Panini!

In molti paesi mi è capitato di trovarne subito una copia, ma in inglese… E quando spiego che lo cerco nella lingua locale e mi chiedono sempre stupiti “Can you read khmer o arabic ?!” “NO, certo che no…” e giù ancora spiegazioni. E allora curiosità, chiacchiere, grandi risate e sempre tanti sinceri auguri di buona ricerca.

Perché non importa in che parte del mondo ci si trovi, non c’è bisogno di spiegare quest’istinto “alla caccia”. Al gusto della recherche che accomuna tutti: dai viaggiatori inquieti ai collezionisti ossessivi…

Francesca Braghetta

I grew up in Italy between Liguria and Sardinia, by sea, but I lived in London for three years where I was a Fine Art student at Central Saint Martins - College of Art and Design. When I returned to Rome I graduated in Comics and Illustration for children, and worked as a graphic designer and freelance photographer for few years. I love outdoor sports: snowboard is my favourite. I like writing and taking photographs, and in 2013 I started this travel blog. I have always been a curiosus person and I love travelling: I have visited 22 countries so far! I speak 3 languages fluently and I'm currently studying Chinese: 大家好!我叫晨光。I use a good old Canon 5D...

6 pensieri riguardo “COLLEZIONISTI IN VIAGGIO

  • 9 giugno 2012 in 12:26
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    Post molto carino, io sono banalissima: colleziono tazze e magneti. Complimenti per la collezione del piccolo principe (quanti te ne mancano) e delle sabbie del mondo 😉

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  • 11 giugno 2012 in 09:24
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    Ma l’hai letto il commento??? “Quanti te ne mancano”: è una domanda, un’affermazione? Quanti te ne mancano, Fra??? Ci scriverei un post apposta (:-)) su questa domanda… Io che colleziono sabbie e le prendo da chiunque oltre che da me, per il gusto di guardarmele riflettere la luce dentro i portaspezie di Ikea, che collezionista sono secondo te? Tempo fa Claudio ha conosciuto uno che ha in cantina una quantità gigantesca di bottiglie di plastica contenenti sabbia da tutti i suoi viaggi: bottiglie da un litro e mezzo piene… tant’è vero che si offriva di darmene un po’ di ognuna 🙂 in cantina al buio…Mmmah!

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  • 12 agosto 2012 in 09:01
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    non amo particolarmente il piccolo principe, ma la tua è una collezione bellissima! mi piace proprio l’idea… a proposito di viaggi e libri, qualche mese fa ho conosciuto una viaggiatrice indonesiana e mi ha regalato un libro scritto da lei che parla di viaggi, e anche se non ci capisco nulla è stato uno dei regali di cui ho più apprezzato la spontaneità 🙂

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