CAMBOGIA, CHI HA PAURA DEI RAGNI?

Non importa che li compriate in una bancarella per strada o nel famoso ristorante ROMDENG a Phnom Penh, le trantole fritte e insaporite con il famoso pepe di Kompot, se visiterete la Cambogia, dovete ASSOLUTAMENTE provarle!

Perchè:

* E’ sempre valido il vecchio adagio: quello che non strozza, ingrassa.

* Non sono NIENTE MALE.

* Se non si fanno in viaggio queste ca***te, allora quando?

E infatti appena le ho trovate, al mercato di Siem Reap, ne ho presa una e me la sono mangiata tutta.

A parte l’innegabile forma di RAGNO, tutto quel NERO è molto inquietante da mettere in bocca… Al tatto la superficie risulta vischiosa per via della peluria ormai unta dalla frittura in olio di palma e della “impanatura” di spezie. Dalla testa ancora sono ben distunguibili ghi occhi lucidi e i cheliceri il cui veleno è stato rimosso prima della cottura. Le zampe sono lunghe ma dall’aspetto innocuo, dunque ho iniziato a da quelle. Sono effettivamente croccanti e saporite: sipide e pepate, e prive di aromi eccessivamente “esotici” o lontani dalla nostra cucina. Ricordano i gamgeretti fritti, quando li mangi senza sgusciarli… Finalmente mi sono fatta coraggio ed ho attaccato il corpo polposo, iniziando dal di dietro. La testa che sembra così vivida, l’ho infilata in bocca senza guardare. In finale con 1 dollaro e 5 bocconi e anche la tarantola s’è mangiata: ed eccomi qui a scriverne…

Verrebbe da pensare, vista la quantità di tarantole che viene venduta nei mercati locali, che la Cambogia sia un paese INFESTATO da bestie nere e pelose. Invece, come mi hanno spiegato ed ho avuto modo di appurare io stessa, non è così. Le tane delle tarantole si trovano solamente nella giungla o nelle piantagioni di anacardi (cashew nuts) comunque lontano dalle rotte turistiche. Queste vengono “stanate” a decine dai cacciatori mediante un bastoncino. Essendo la tarantola un animale notturno, durante il giorno è facile trovarne a dozzine assopite nelle loro tane. Vengono così raccolte in un sacco e poi annegate. Nell’acqua vengono pulite dalla terra e polvere e successivamente private del veleno. Nella città di Skuon, a 50 km da Siem Reap, dove il mercato delle tarantole è molto florido, alcuni cacciatori accompagnano i turisti più “avventurosi” a una battuta di caccia alla tarantola

per poi offrire loro una degustazione: “Hunt down the Spider and then eat it!”.

I backpackers americani adorano fare queste boiate.

Insomma, che sia per sfida o per scommessa, per raccontarlo agli amici o per scriverci su un blog, di certo assaggiare una tarantola fritta in Cambogia sarà una di quelle esperienze che vi farà avvicinare un pochino di più alla cultura del Sud Est Asiatico…dove tutto quello che cammina, vola, nuota, si arrampica o striscia: si frigge in padella e poi si mangia!

Per saperne di più sulla “preparazione” delle tarantole fritte, guarda questo video:

Link del viaggio: Cambogia Breve

Francesca Braghetta

I grew up in Italy between Liguria and Sardinia, by sea, but I lived in London for three years where I was a Fine Art student at Central Saint Martins - College of Art and Design. When I returned to Rome I graduated in Comics and Illustration for children, and worked as a graphic designer and freelance photographer for few years. I love outdoor sports: snowboard is my favourite. I like writing and taking photographs, and in 2013 I started this travel blog. I have always been a curiosus person and I love travelling: I have visited 22 countries so far! I speak 3 languages fluently and I'm currently studying Chinese: 大家好!我叫晨光。I use a good old Canon 5D...

Un pensiero riguardo “CAMBOGIA, CHI HA PAURA DEI RAGNI?

  • 28 febbraio 2012 in 12:03
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    grande reportage culinario, in fin dei conti gamberi, lumache, rane… non sono da meno. Complimenti soprattutto per la scelta itinerante delle ferie esotiche ma piene di cultura.
    Alessandro

    Risposta

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