CHICHICASTENANGO, MARKET DAY

img_6788A Chichicastenango la sera prima del mercato è un continuo brulichio di attività e bivacchi. La gente viene da ogni paesino per vendere e comprare. Per sposarsi e conoscersi, per andare a messa, acquistare un vestito nuovo, accendere un cero in chiesa e chiedere un miracolo…

E’ domenica, la giornata inizia con la messa cattolica in lingua indigena nella chiesa bianca di calce che sovrasta il mercato.  La chiesa in stile coloniale dedicata a Santo Tomàs venne costruita nel XVI secolo ma continua ad ospitare riti risalenti alla cultura pre-ispanica. Si narra infatti che sia stata edificata su di un antico tempio Maya.

Mi alzo presto e scendo a fare colazione a un baracchino dove due donne preparano cibo e caffè. Ordino per 5 quetzales (c.ca 0,60$) una tazza di arroz en leche caldo: una ‘sbobba’ fatta di riso dolce e latte. MOLTO buono, una specie di mangia-e-bevi o RISOLATTE caldo…

Sono l’unica straniera sveglia a quest’ora e ancor più seduta a un baracchino.  Nei bistrò del centro servono delle amene colazioni continentali a 30 quetzales (c.ca 3,5$)…

La chiesa è affollata, il prete legge le lettere commuoventi di compaesani emigrati che inviano notizie e saluti ai parenti rimasti qui. I fedeli sono seduti sulle panche e su sedie di plastica, li osservo di spalle, sono minuti e rassegnati: gli uomini hanno camice anni ’70 e le donne tengono due o tre figli in braccio più un niño avvolto nella tradizionale coperta colorata e legata sulle spalle. A volte vedo quel fagotto muoversi, tirare un calcetto.

Esco, mi siedo sul sagrato della chiesa dove si vendono e comprano fiori. I 18 scalini che portano all’ingresso della chiesa, rappresentano i mesi del calendario Maya. Mi accendo una sigaretta e ne offro una ad un vecchietto che vende cipolle. Sorride, mostrandomi i denti d’oro e se la mette in tasca, ‘Por luego…’ – per dopo.

Si mette a piovere e mi riparo sotto la tettoia del comeador Faby – una specie di ristorante all’aperto. Non c’è posto e mi fanno accomodare al tavolo con una famiglia. La coppia è molto giovane ed hanno un bambino minuscolo che mangia il riso con la forchetta senza farne cadere un solo chicco. Mi sorridono imbarazzati quando portano loro il conto che è uguale al mio, che ho mangiato un solo piatto.

Ma è giusto così, sono una turista occidentale e fingo di non accorgermi dell’arrotondamento. Dopo tutto ho speso l’equivalente di 3 dollari per una Coca, un piatto di pollo fritto, riso e pomodori. E quest’anno il dollaro e’ pure in ribasso…

‘A Chichi se vedi qualcosa che ti piace, comprala subito, che sennò te ne penti!’ – così mi aveva ammonito mia madre che tornò dal Guatemala carica di doni. E anche se continuo ad ignorare il sempreverde ‘Asciugati i capelli che ti raffreddi!’, questo consiglio l’ho  seguito DI-LI-GEN-TE-MEN-TE… In effetti non ho trovato più cose così belle e a così buon prezzo i tutto il Guatemala.

Ma il mercato di Chichicastenango, ormai divenuto attrattiva turistica per tutti i visitatori che attraversano il Guatemala, resta comunque il mercato degli indigeni e dei campesinos.

Chi non ha abbastanza merce da vendere nel mercato centrale (ospitato nella palestra comunale), vende le proprie merci in un angolo della strada o le usa come baratto per acquistarne di altre. 

COME ARRIVARE:

Mini Van (shuttle privati) vs. Bus Colectivos via Las Encuentros da: Panajachel (Lago Atitlan): 40′ vs. 1h+30′ e da Antigua: 50′ vs. 2h. Da Guatemala City 2 o 3h, a seconda delle condizioni della strada…

I TURISTI iniziano ad arrivare dalle città principali verso le 10.30-11am dunque consiglio arrivare la sera prima del mercato e di pernottare qui. Gli alberghi sono molto piccoli e modesti, non superano le ** . Io ho pernottato al più che decoroso hotel Pop Wuj : camere grandi con bagno e acqua calda, molto centrale. No colazione.

Link del viaggio: Mexico Discovery

FOTO: GUATEMALA

Francesca Braghetta

I grew up in Italy between Liguria and Sardinia, by sea, but I lived in London for three years where I was a Fine Art student at Central Saint Martins - College of Art and Design. When I returned to Rome I graduated in Comics and Illustration for children, and worked as a graphic designer and freelance photographer for few years. I love outdoor sports: snowboard is my favourite. I like writing and taking photographs, and in 2013 I started this travel blog. I have always been a curiosus person and I love travelling: I have visited 22 countries so far! I speak 3 languages fluently and I'm currently studying Chinese: 大家好!我叫晨光。I use a good old Canon 5D...

2 pensieri riguardo “CHICHICASTENANGO, MARKET DAY

  • 12 febbraio 2012 in 20:39
    Permalink

    MMMMMM adoro i mercati sono così pieni di profumi e di colori!!
    Come dico sempre per me i mercatini sono un ponte che mi collega alla mia infanzia quando mia nonna in sardegna mi portava al mercato di paese!!

    Risposta

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