CITTA’ DEL MESSICO, PIRAMIDI E CAVALLETTE

Il primo impatto con il Messico a Luglio mi ricorda quello con le capitali del Nord Europa: ferddo e umido…

Il centro di Città del Messico è molto turistico, i palazzi coloniali in stile spagnolo sono grigi e robusti. Plaza de la Constituction rappresenta il cuore della città, è conosciuta anche col nome di Zocalo ed è nota per essere la sede del Palacio Nacional, palazzo barocco in stile coloniale, ex residenza dei viceré e dei presidenti messicani, che ospita anche il museo dedicato a Benito Juarez. Tutt’intorno le vie del centro sono pulite ed ordinate: ad ogni angolo si incontra un esercito di spazzini in tute fluo.

Una sosta alla Pasteleria Ideal è un must per iniziare un tour fotografico della città. Dalle 6 della mattina in questo antico grossista di dolciumi dai soffitti a volta si servono i gestori di bar e hotel del centro per acquistare croissant, diplomatici, muffin e torte burrose. Si può curiosare e acquistare anche al dettaglio. Peccato che non servano anche caffè o cappuccini, per quelli bisogna andare al 7Eleven di fronte.

Sebbene la rete della metropolitana sia molto efficiente, per raggiungere la Basilica di Nuestra Sinora de Guadalupe, il mezzo più diretto è il pullman dallo zocalo in direzione Nord verso La Villa.

Con 15 minuti si arriva ai piedi della collina dove sorge la Basilica. Lungo il tragitto sono molte le bancarelle che vendono santini (milagros), madonnine ed fiori di plastica. Molte le comitive di pellegrini provenienti da tutto il paese a rendere omaggio alla Signora del Messico.

La nuova basilica, costruita accanto alla chiesa del ‘700 ormai troppo piccola per contenere i fedeli, è un panettone di cemento grigio il cui interno ricorda uno stadio da calcio.


Per raggiungere Teotihuacan si parte dalla STAZIONE NORTE con pullman privato ogni 15’ ci impiega 45’. Il tragitto rivela una città molto estesa e sempre più povera man mano che ci si allontana dal centro. Il complesso di Teotihuacan si dice sia stato abbandonato nel VII secolo per causa economica, sociale e politica. Oggi é un sito molto esteso e spoglio, quello che rimane dei palazzi e degli osservatori sono presi d’assalto da venditori di souvenir e da turisti americani.

Le Piramidi del Sole e della Luna imponenti e massicce, un tempo ricoperte di stucco e colorate oggi si presentano in pietre e mattoni.

Si potrebbe conoscere l’intero Messico in 5 ore: il tempo necessario per visitare al Museo Nazionale dell’Antropologia nel quartiere di Chapultec. Qui, suddivisi in venti sale, si trovano i tesori e fedeli ricostruzioni delle civiltà Maya, Azteca, Olmeca, teotihuacana, Tolteca, Zapoteca e Mixteca.


Non come nei paesi asiatici, dove si mangia e si cucina a qualsiasi orario, ma in maniera piuttosto diffusa, si trovano a Città del Messico piccoli e grandi venditori ambulanti di frutta, dolci e piatti veloci. Il più comune è il carretto di tacos pastor (carne cotta alla griglia verticale)molto simile al kebab.

Tra le bancarelle di cibarie singolari si trovano anche quelle di insetti fritti: cavallette e grilli (chapulines) che i messicani mangiano accompagnati da shots di Tequila.

Link del viaggio:Mexico Discovery

Francesca Braghetta

I grew up in Italy between Liguria and Sardinia, by sea, but I lived in London for three years where I was a Fine Art student at Central Saint Martins - College of Art and Design. When I returned to Rome I graduated in Comics and Illustration for children, and worked as a graphic designer and freelance photographer for few years. I love outdoor sports: snowboard is my favourite. I like writing and taking photographs, and in 2013 I started this travel blog. I have always been a curiosus person and I love travelling: I have visited 22 countries so far! I speak 3 languages fluently and I'm currently studying Chinese: 大家好!我叫晨光。I use a good old Canon 5D...

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