BIRMANI: PURI ANCORA PER QUANTO?

Se osservate la piantina della Birmania, noterete una curiosa somiglianza con quella della vicina Thailandia. Una somiglianza ‘speculare’.

Dio non voglia che questa somiglianza si rifletta – in un prossimo futuro – in una trasformazione e corruzione delle abitudini e della cultura birmana, sulla scia del mercato del turismo nel Sud-est asiatico, pieno di contrasti e di contraddizioni.

Ciò che rende la Birmania un paradiso incontaminato e un paese affascinante non sono solo i suoi panorami dai colori saturi, fatti di rocce e vegetazione da cui spunta all’improvviso l’oro delle pagode tra villaggi di paglia su palafitte in teak.  Della Birmania si resta affascinati soprattutto dalle persone che la abitano. Lo scarso accesso ai mezzi d’informazione e di comunicazione dovuti al regime totalitario, se da una parte limita la democrazia in questo paese, dall’altra ha preservato i birmani dal cinismo e dalle bassezze tipiche di quei paesi dove tutto è merce, anche il turista. Qui sarete ancora accolti con grandi sorrisi e  saluti generosi. O anche con indifferenza, ma sempre e comunque da pari.

Link del viaggio: Birmania Breve

Francesca Braghetta

I grew up in Italy between Liguria and Sardinia, by sea, but I lived in London for three years where I was a Fine Art student at Central Saint Martins - College of Art and Design. When I returned to Rome I graduated in Comics and Illustration for children, and worked as a graphic designer and freelance photographer for few years. I love outdoor sports: snowboard is my favourite. I like writing and taking photographs, and in 2013 I started this travel blog. I have always been a curiosus person and I love travelling: I have visited 22 countries so far! I speak 3 languages fluently and I'm currently studying Chinese: 大家好!我叫晨光。I use a good old Canon 5D...

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